Bondage: come legare una schiava

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Il bondage è una delle pratiche che riesce ad eccitare maggiormente gli uomini e le donne, specialmente le schiave.
Scopriamo ora quali sono le migliori tecniche che permettono di vivere un rapporto incredibilmente eccitante e in grado di rispondere adeguatamente a tutte le proprie esigenze, rendendo la pratica eccitante e mai pericolosa.

Cosa si intende per bondage

Il bondage è una delle pratiche principali che rientra nel mondo del sadomaso: la persona che viene legata è quella che, generalmente, subisce le varie torture pensate appositamente per rendere la serata eccitante oppure che deve soddisfare in qualche modo il partner e nella maggior parte dei casi si tratta di costrizioni al rapporto orale.
Il bondage trova origine già durante il tempo degli antichi imperatori, soprattutto in Cina, dove le schiave venivano prima immobilizzate e poi torturare, per il piacere sessuale dell’imperatore.

Perché il bondage piace alle donne

Il bondage piace in particolar modo alle donne schiave in quanto la loro libertà viene momentaneamente rimossa.
Una donna che viene immobilizzata, infatti, lascia che il suo master si diverta con il suo corpo, torturandolo e facendole provare nuove sensazioni di piacere.
Inoltre occorre considerare anche come l’imprevidibilità delle diverse pratiche giochi un ruolo chiave: se la schiava viene legata e bendata, quindi non riesce a percepire quanto sta per accadere, il grado di eccitazione raggiunto viene incrementato al massimo.
Ovviamente, affinché tale pratica possa essere consumata nel migliore dei modi, occorre necessariamente avere un certo grado di intimità con la partner e scegliere le tecniche migliori per immobilizzarla.

La tecniche di bondage più diffuse

Come prima tecnica per immobilizzare la propria partner, che diverrà quindi la schiava durante il rapporto, vi è la spread eagle, ovvero la legatura al letto con gambe e braccia divaricate.
Questo genere di tecnica assume un grado di eccitazione incredibilmente elevato in quanto la partner si ritrova con il corpo totalmente immobilizzato, che potrà quindi essere sottoposto alle diverse torture che devono essere organizzate da parte dello stesso master.

In questo caso la legatura avviene utilizzando le corde, che devono avere una certa dimensione e non godere di uno spessore eccessivo: inoltre è meglio utilizzare quelle che non sono eccessivamente ruvide, per evitare che la pelle, specie se delicata, possa arrossarsi.
Se si utilizzano le corde, oppure le calze velate, occorre effettuare due giri intorno ai polsi e caviglie e fare un nodo: la stessa procedura deve essere svolta nelle sbarre del letto, tirando leggermente le corde affinché la schiava sia totalmente immobilizzata e non possa reagire in alcun modo.

La posizione a capra

posizione capra

In questo caso la schiava viene fatta posizionare con la pancia sul letto e successivamente le braccia vengono poste dietro la schiena.
Successivamente le gambe vengono piegate leggermente verso le braccia e successivamente occorre legarle assieme, effettuando diversi nodi.
Questa posa viene scelta nel momento in cui si vuole ricevere un rapporto orale dalla donna in questione che avrà libera solamente la bocca.
Ovviamente le corde non devono essere eccessivamente tesate visto che si rischia che queste possano bloccare la circolazione alle articolazioni, rendendo quindi la pratica meno piacevole.

La posizione della mummificazione

mummificazione schiava

Infine, come altra tecnica di bondage, vi è quella conosciuta come mummificazionemummified.
In questo caso occorre prendere in considerazione il fatto che occorre necessariamente usare la pellicola trasparente oppure lunghe strisce di tessuto e tutto il corpo della schiava deve essere avvolto come una mummia.
Generalmente questa legatura viene effettuata quando si vogliono torturare i piedi della propria schiava, oppure qualora si voglia ricevere un rapporto orale impedendo alla donna di potersi muovere.

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