Master e sottomessa: i ruoli e le responsabilità in un rapporto BDSM

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Il rapporto tra master e sottomessa può sembrare essere assai complicato ma, in realtà, si basa su semplici regole le quali, venendo rispettate, consentono di vivere una relazione priva di potenziali problematiche.

Come nasce il rapporto tra schiava e Master

Questo rapporto può nascere in svariati modi, ovvero una schiava che cerca un padrone, o viceversa, hanno l’occasione di incontrarsi usufruendo di svariati sistemi che hanno un compito semplice, ovvero agevolare la conoscenza.
Quello che viene prediletto è la chat con schiave o sadomaso, quindi i siti di incontri online che consentono a una delle due figure di questo rapporto di avviare una relazione.
Ovviamente è fondamentale rimarcare come la scelta della piattaforma in questione debba essere svolta prendendo in considerazione il fattore sicurezza e genuinità del portale stesso, che deve prevenire l’iscrizione di utenti tutt’altro che interessati ad avviare questo genere di relazione, ma che vogliono solamente dare disturbo alle altre persone.

Dopo il primo incontro, sia che questo avvenga virtualmente sia presso uno dei locali che organizzano questo genere di appuntamenti per gli amanti del BDSM, la schiava e il suo master devono iniziare a instaurare una relazione che permetta a entrambi di raggiungere una goduria estrema, intensa, tipica di questa relazione. Quando si parla della nascita del rapporto, generalmente si intendono tutte quelle prove preliminari che vengono proposte dal master alla sua schiava.

Il compito della sottomessa, in questo frangente, è quello di obbedire agli ordini e dare prova di essere degna di trascorrere il suo tempo in compagnia del dominatore. Occorre precisare come durante questa prima fase preliminare, il padrone cerca di essere tanto severo quanto accomodante.
Si tratta di due aspetti che potrebbero sembrare contraddittori, ma hanno uno scopo ben preciso, ovvero mettere a proprio agio la sottomessa e successivamente riuscire a farle fare quello che il master impone.
Durante l’instaurazione di questo rapporto, il Master può attribuire anche dei valori specifici alla sua schiava, ovvero stabilire se questa può essere degna di avere una relazione duratura con lui oppure se ignorarla definitivamente.

Come si evolve il rapporto tra Padrone e schiava

Il rapporto, dopo il primo incontro, si evolve in maniera piuttosto evidente.
Questo in quanto il Master decide che la schiava deve essere di sua proprietà, quindi inizia a impostare una serie di regole che devono contraddistinguere il rapporto tra i due.
Le suddette sono varie e ogni padrone, in base al tipo di schiava, può decidere quali sono i vari limiti e altre tipologie di regole che, molto spesso, vengono definiti come comandamenti da parte del padrone.
Il compito della schiava, una volta che viene a conoscenza delle regole, è quello di seguirle alla lettera poiché, in caso contrario, si crea una sola conseguenza, ovvero la punizione della schiava.

Come già detto, le regole del master possono variare a seconda del padrone e della schiava. Esistono diverse limitazioni come, per esempio, l’impossibilità della schiava di avere altre relazioni sessuali o di uscire con le amiche.
La sottomissione, quindi, deve essere totale e pertanto occorre prendere in considerazione il fatto che la schiava deve essere a conoscenza di tutte le diverse tipologie di regole che deve rispettare.
Un altro limite può caratterizzare il rapporto sessuale: per esempio la schiava deve svolgere determinate pratiche su richiesta del padrone oppure sottoporsi ad alcune torture specifiche che, magari, incrementano l’eccitazione del suo master.
Ecco quindi che un vero dominatore, oltre a essere caratterialmente forte, deve anche impostare tutte le regole al termine del primo incontro. Qualora la schiava accettasse, il suo obiettivo è quello di soddisfare tutte le sue richieste senza mai ribellarsi o infrangere i comandamenti imposti dal dominatore.

Cosa succede se la schiava commette errori

Ovviamente una schiava sottomessa potrebbe compiere un errore durante lo svolgimento della pratica prediletta dal suo padrone oppure ribellarsi e non rispondere adeguatamente a un suo ordine. In questo caso il Master, che deve essere intransigente, deve adottare un comportamento atto a ristabilire completamente i due ruoli, ovvero la punizione. Questa può essere sia mentale che fisica e nel secondo caso un classico esempio di punizione che può essere caratteristico del rapporto sono le frustate.

Il dolore fisico, in questo caso, serve a far capire alla schiava che se infrange le regole, il suo corpo verrà martoriato seppur con dei limiti che non devono essere superati.
Anche un rapporto sessuale violento, consumato dal padrone con lo scopo di provocare un mix di piacere e dolore alla sua sottomessa, può rientrare tra le punizioni fisiche che questo può decidere di stabilire.

Per quanto riguarda quelle mentali, invece, la schiava potrebbe essere privata di oggetti personali che utilizza quotidianamente, come il suo cellulare oppure un indumento di suo gradimento, così come questa potrebbe essere rinchiusa in una stanza durante l’assenza del padrone o, ancora, essere costretta a mangiare dal pavimento.
In tutti questi casi il padrone punta a logorare mentalmente la sua sottomessa, in maniera tale che questa incominci a temere le ripercussioni che derivano da un suo atteggiamento non congruo alla situazione.

Le libertà del Padrone nei confronti della slave

Ora si potrebbe pensare che anche il padrone debba rispettare delle regole specifiche affinché il rapporto possa essere equo. Trattandosi di una relazione che prevede due ruoli differenti, la figura del dominatore gode di una serie di vantaggi che necessitano di essere conosciuti.

Il primo di questi consiste nel fatto che lui può avere diverse schiave e stabilire quale sia la donna con la quale concedersi quel momento di piacere sessuale e mentale, sottomettendola. Ovviamente questo fa scaturire una sorta di guerra tra le varie sottomesse che, magari, cercando di impegnarsi al massimo per diventare la preferita del proprio padrone e godere di qualche privilegio particolare, compresa anche la partecipazione all’umiliazione delle altre schiave.
Allo stesso tempo il padrone può godere del piacere di una relazione normale con altre donne e la schiava non deve assolutamente interferire nella vita privata del suo master, pena punizioni carnali estreme o la conclusione immediata del rapporto che lega queste due figure.
Pertanto è possibile mettere subito in risalto come il Master può condurre una vita parallela mentre la sua schiava deve rimanere ai suoi ordini e soprattutto permettere al padrone di poter dare libero sfogo alle sue voglie sessuali senza limiti e vincoli particolari.

Il rapporto tra Master e sottomessa può tramutarsi?

Occorre precisare come difficilmente questo particolare rapporto può tramutarsi in una relazione normale che si libera dei vincoli del BDSM. Questo però non è affatto impossibile e in alcune occasioni una schiava, grazie alla sua dedizione nei confronti del master, può ambire a divenire la sua compagna.
Tale situazione, però, non esclude che il padrone possa avere atteggiamenti sempre dominanti nei confronti della sua donna o bearsi della compagnia di altre schiave. Ecco quindi perché il concetto di amore, in questo tipo di relazione, tende a essere assai improbabile dato che si possono creare tante situazioni che impediscono il corretto svolgimento delle diverse pratiche.

Il rapporto deve, quindi, rimanere tale e ovviamente il Padrone deve fare tutto il possibile affinché il suo ruolo non venga messo in discussione.
Inoltre lui ha anche la possibilità di concludere in qualsiasi momento, anche senza una motivazione valida, la relazione con la sua sottomessa e ciò accade soprattutto quando il master tende a provare dei sentimenti forti nei confronti della serva, che potrebbero appunto avere delle ripercussioni negative sul loro rapporto BDSM.

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